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“Anello di congiunzione” tra il ginecologo e la donna

mercoledì 5 dicembre 2007 (Napoli, Italia)

Nelle utilizzatrici dell’anello contraccettivo si assiste a un’esposizione a livelli di estrogeno stabili e inferiori del 30-50 per cento rispetto ad altre forme di contraccezione ormonale.

Questo è uno dei dati presentati oggi durante i lavori del II Congresso nazionale della Società italiana della Contraccezione (SIC) in corso a Napoli. Questo risultato è legato alla somministrazione per via vaginale, che si associa a un minore impatto metabolico per il fegato (1) e offre importanti vantaggi per la donna.

«Oggi il trattamento contraccettivo deve soddisfare in uguale misura le esigenze della donna e del medico» sottolinea Angelo Cagnacci del Dipartimento integrato materno-infantile, ginecologia e ostetricia del Policlinico di Modena. «Le caratteristiche di efficacia e sicurezza, unite a una maggiore tollerabilità e una minima incidenza di effetti indesiderati, costituiscono l’anello di congiunzione tra gli obiettivi del ginecologo e le esigenze della donna» (2-4).

L’anello contraccettivo può offrire alla donna importanti vantaggi tra cui l’utilizzo mensile (se ne deve ricordare una volta al mese), un ottimo controllo del ciclo, l’effetto neutrale sul peso e la più bassa esposizione agli estrogeni rispetto a tutti gli altri contraccettivi ormonali, che lo rende ben tollerato (5).

«Un parametro al quale la donna pone un’attenzione particolare, e che rappresenta uno dei motivi di interruzione, è infatti il timore di ingrassare» spiega il prof. Cagnacci. «Un lavoro di confronto tra l’anello e una pillola contenente drospirenone (un progestinico noto per gli scarsi effetti sulla ritenzione idrica) ha dimostrato che entrambi i contraccettivi hanno un effetto neutrale sul peso. L’anello contraccettivo si pone quindi all’avanguardia tra le opzioni a disposizione della donna e del ginecologo».

Bibliografia

1. Timmer CJ, Mulders TMT. Pharmacokinetics of etonogestrel and ethinyl-estradiol released from a combined contraceptive vaginal ring. Clin Pharmacokinet 2000; 39: 233-42
2. Van den Heuvel, et al. Comparison of ethinylestradiol pharmacokinetics in three hormonal contraceptive formulation: the vaginal ring, the transdermal patch and an oral contraceptive. Contraception 2005; 72: 168-74
3. Ingrid JM, Duijkers I, et al. Ovarian function with the contraceptive vaginal ring or an oral contraceptive: a randomized study. Human Reproduction 2004; 19: 2668-73
4. Killick S. Complete and robust ovulation inhibition with Nuvaring. Eur J Contracept Reprod Health Care 2002; 7(S2): 19-24
5. Ahrendt H-J, et al. Efficacy, acceptability and tolerability of the combined contraceptive ring, Nuvaring, compared with an oral contraceptive containing 30 mg of ethinyl estradiol and 3 mg of drospirenone. Contraception 2006; 74: 451-7

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